Ricostruzione:
una scena di caccia
con cacciatori epipaleolitici
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La
"storia" della presenza umana in Valcamonica inizia intorno al 10.000
a.C., quando gruppi di cacciatori epipaleolitici penetrano anche in
questa Valle, resa libera dal graduale scioglimento dei ghiacciai,
conseguente ai cambiamenti climatici del quaternario. Presenze umane
sono documentate nelle Alpi già 130.000 anni fa quando gruppi di cacciatori
acheuliani frequentarono le Alpi francesi lasciandovi chiari segni
di punti di sosta. Penetrazioni organizzate e finalizzate al reperimento
delle specifiche risorse locali |
(orso speleo, stambecco, camoscio ecc..) sono documentate
a partire dal 100.000 a.C. circa, quando gruppi nomadi musteriani di cacciatori
si avventurarono nelle alte quote alpine, gruppi che verosimilmente si spostavano
più in basso durante i periodi freddi.
L'inizio di una penetrazione continua ed organizzata da parte dell'uomo
nelle vallate alpine, avviene comunque intorno all'VIII-VII millennio a.C.:
un clima più caldo porta a mutamenti nell'ambiente; diradano o si spostano
più a Nord i grandi animali mentre specie di più piccole dimensioni invadono
le vallate lasciate progressivamente libere dai ghiacciai in riduzione.
È in questo contesto che anche la presenza umana in Valcamonica si fa più
costante: ne sono testimonianza alcuni siti (bivacchi con resti di macellazione,
strumenti) e soprattutto le prime istoriazioni sulle rocce, incisioni che
ancora attingono al repertorio figurativo dell'arte paleolitica, incentrata
sulla raffigurazione dei grandi animali. |