Natura, arte rupestre, archeologia, turismo culturale

Sottolaiolo – arte rupestre della Valcamonica

Benvenuti in Valcamonica, stretta vallata alpina, popolosa e ricca di industrie, a nord delle città di Bergamo e Brescia, in Lombardia. Al suo limite meridionale si estende lo splendido lago d’Iseo, mentre a nord la valle termina con alte montagne che giungono fino alla cima dell’Adamello a 3554 metri sul livello del mare. Le aree con arte rupestre si concentrano sui pendii della media valle.

Sulle rocce levigate dai ghiacciai della Valcamonica, l’uomo preistorico ha inciso con continuità unica i temi della propria cultura: dai cacciatori dell’epoca post-glaciale, attraverso il Neolitico (in cui si verificò la prima introduzione di pastorizia e agricoltura), fino all’età del Rame e del Bronzo, quando la possibilità di lavorare i metalli e l’instaurarsi di reti di scambio commerciali determinarono una profonda trasformazione culturale. Processo culminato nell’età del Ferro, quando la società camuna diede vita alla grande fioritura di un’arte rupestre che svela profondi contatti con le culture che la circondano, retica ed etrusca in particolare. Quando i Romani giunsero in Valcamonica nell’anno 16 avanti Cristo incontrarono una popolazione con una struttura socio-politica ben organizzata e una struttura sociale evoluta.

Quando nel 1979 l’arte rupestre della Valcamonica fu ammessa dall’UNESCO, quale primo titolo dell’Italia, nel “Patrimonio Culturale Mondiale” molti si chiesero a quale titolo, le incisioni apparentemente indecifrabili lasciate sulle superfici rocciose da uno sparuto numero di abitanti preistorici di questa valle, avessero diritto a tale onore. Infatti, solo successivamente, analogo riconoscimento fu dato ad opere e luoghi che occupano spazi ben più importanti nella coscienza culturale e nei libri di testo italiani, quali Venezia e la sua laguna, l’Ultima Cena di Leonardo, i Fori Romani e il Centro Storico di Roma.

La commissione giudicatrice, composta dai rappresentanti di oltre sessanta Paesi, aveva valutato che l’arte rupestre della Valcamonica non era solo espressione di brevi momenti di gloria o d’identità nazionale, era testimonianza della storia d’Europa, di una storia ancora in gran parte inedita. La Valcamonica, con le sue migliaia di incisioni rupestri, datate, ordinate per periodi, analizzate nei contenuti, restituisce all’Europa 15.000 anni di storia, 8.000 dei quali, precedenti all’avvento di Roma, erano stati pressoché dimenticati dalla storiografia contemporanea.

E quale storia! Un meraviglioso racconto a fumetti, impresso sulla roccia dai diretti protagonisti, dagli artisti, che chiameremmo più volentieri compilatori, scribi o narratori, succedutisi nel corso dei millenni; è rimasto in situ, là dove sta tornando alla luce, dove ancora possiamo riconoscere in quale posizione era l’istoriatore quando eseguiva quelle millenarie testimonianze.

Quindi, a giusto titolo, le incisioni rupestri della Valcamonica sono considerate patrimonio culturale dell’umanità. Nessun’altra singola fonte, per ora, ci da una simile mole di dati, per una storia d’Europa e delle sue origini. La ricostruzione storica avviene attraverso la decodificazione e la lettura dei messaggi che gli antichi camuni hanno lasciato impressi sulla roccia. Ciò sembra giustificare il nome di “Civiltà delle Pietre” per la sequenza di millenni tornati alla luce in questa valle.

La preistoria è spesso associata a un piatto immaginario fatto di uomini “primitivi, abitanti delle caverne e armati di clava”. Niente di più sbagliato, stiamo parlando di diverse migliaia di anni di evoluzione tecnologica, sociale e ambientale

L’uomo ha popolato l’Europa a partire da 40-35.000 anni fa, insediandosi nelle Alpi al termine delle grandi glaciazioni, 15-10.000 anni fa. Sono lassi di tempo lunghissimi, costellati di scoperte rivoluzionarie, di raffinate acquisizioni tecnologiche e di grandi artisti che meritano di essere studiati e compresi oltre un piatto immaginario hollywoodiano.

L’arte rupestre di permette di ricostruire una civiltà leggendo le immagini che ci ha lasciato, inserire il fenomeno Valcamonica in un più ampio quadro temporale, restituire profondità e prospettiva a 10.000 anni di storia!

Un errore comune quando si parla di “antichi Camuni” è di immaginare una popolazione antichissima, cristallizzata all’età della Pietra. Spesso anche i testi scolastici cadono in questa banalizzazione. Come si è accennato, i primi segni di insediamento umano nella Valle vengono fatti risalire Mesolitico, ricordiamo però che circa l’80% delle incisioni rupestri sono molto più tarde e sono state eseguite nel primo millennio avanti Cristo, nell’età del Ferro, quando i Camuni erano ormai una popolazione con una struttura socio-politica ben organizzata, un patrimonio culturale ed artistico pienamente maturo e commerciavano con gli Etruschi, i Reti e le popolazioni celte, entrando infine in contatto con l’Impero Romano.

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Luglio  2017